Hamburgheria: come aprirla e gestirla

I numeri della McDonald’s sono da capogiro, ciò significa che l’umanità è ghiotta di hamburger ovunque, a livello globale, aggiungerei anche prima dei McDonald’s. Ma per chi volesse avviare un locale specializzato in hamburger, in autonomia, senza affiliarsi a nessuna catena, cosa dovrebbe fare?

Come aprire una Hamburgheria

Beh, innanzitutto riuscire a creare quegli elementi distintivi che gli permettano di attirare clientela pur essendo circondata da una concorrenza agguerrita, soprattutto nelle grandi città dove di Mc Donald’s è facile trovarne traccia. Per cui deve farsi una semplice domanda: qual è la differenza che farà la differenza?

Come aprire una Hamburgheria

Come aprire una Hamburgheria

Un elemento di sicuro successo è determinato dalla qualità delle carni utilizzate; gli avventori sono ben informati e molti attenti alla bontà dei prodotti utilizzati. Avere dei menù che specificano l’allevamento e la provenienza delle carni utilizzate crea quel clima di fiducia necessario per stabilire una relazione costante con il consumatore. Chi va in un’hamburgheria sa che pagherà qualcosa in più dai classici circuiti brandizzati. In nome della qualità che gli venga assicurata; per cui bisogna mettere ben in evidenza questo aspetto e comunicarlo efficacemente.

Alcune hamburgherie mostrano sui loro circuiti video interni tutta la preparazione dei loro gustosi hamburger dal momento della cottura sulla piastra al momento della preparazione del panino e le sue possibili variazioni sulla farcitura e ai contorni con cui può essere accompagnato.

Un elemento complementare non meno importante è l’uso delle birre artigianali in questi locali. Disporre di un’ampia gamma di birre artigianali (c’è qualcuno che addirittura se la fa in casa) aumenta l’appeal del locale e lo caratterizza al cospetto di tanta offerta sul mercato senza caratteristiche distintive.

Il layout, la disposizione dei tavoli, la loro seduta concorre allo stesso modo ad aumentare il successo di un locale perché il cliente che consuma il suo hamburger in un ambiente confortevole e comodo con un adeguato sottofondo musicale, troverà in quel locale un ambiente corrispondente alle proprie aspettative. Gli arredi, il design, dovranno essere allo stesso modo in linea con il format che il locale ha scelto, texano, americano puro, italian style.

Stoviglie e accessori devono essere scelti accuratamente sia nei materiali che nelle forme. Chiedersi: per gli antipasti è meglio usare vassoi in ardesia o taglieri in legno. Sui bicchieri incidiamo il nostro brand o quello della casa madre della birra che vendiamo.

La Divisa del Personale

La Divisa del Personale Hamburgheria

Le divisa del personale dev’essere in linea anche con il format dalla hostess che accompagna ai tavoli al cameriere che prende le ordinazioni. Se si è scelti la linea texana ebbene, far indossare cappelli da cowboy, camicie a quadretti, corpetto in pelle al nostro personale di contatto.

Una cucina a vista, dove le cotture con i suoi fumi possono annebbiare la vista della cucina, contribuisce a comunicare quell’idea di cottura al momento, oltre gli odori di arrosto che arriva direttamente dalle piastre. Tutto questo aiuta a vivere l’esperienza di un’hamburgheria che sa fare la differenza.

Questi sono solo alcuni degli elementi distintivi che possono fare la differenza tra un locale che riscuote successo e un altro che invece si affanna e lavora solo nei fine settimana, quando va bene. Il nostro corso in e Learning di Food and Beverage Management fornisce un ampio ventaglio di strumenti da utilizzare per far crescere il proprio business in questo settore. Senza un’adeguata preparazione di base, si rischia di avventurarsi un business che può sortire l’effetto contrario dai quello che ci si era preposto, anziché produrre profitti, produrre perdite.

Prima di avviare un’attività nella ristorazione bisogna elaborare un Business Plan, dettagliare gli investimenti previsti, il piano di ammortamento, i ricavi, i costi, il volume delle vendite, i costi fissi e variabili… insomma senza un’idea precisa dei numeri che ci aspettiamo di fare, rischiamo di andare fuori rotta. Questo è quello che succede ai tanti, forse ai troppi avventurieri del settore della ristorazione.

Quando si cominciano a produrre perdite la prima cosa che fanno è tagliare i costi, generalmente cominciano dal personale, diminuendone il numero degli addetti ai vari reparti, e poi continuano sui prodotti acquistando merce più a buon mercato. Va da sé che i clienti si accorgeranno subito dei disservizi prodotti dal numero di persone esigue in servizio e della scarsa qualità delle proposte alimentari. Ci si avvinghierà in un periodo di tempo abbastanza breve in un circuito perverso di perdita di clientela con tutte le conseguenze sul piano economico-finanziario.

Hamburgheria Ristorazione Consigli

Hamburgheria Ristorazione Consigli

La formazione, cioè formare bene l’azione che si va a intraprendere è necessaria per evitare quei tipici errori derivanti da una condotta professionale scorretta. Spesso la superbia, la presunzione di sapere tutto e di saperlo fare bene sono errori fatali per chi avvia un business in questo mercato.

Considerate che l’investimento minimo previsto per chi vuole aprire un’hamburgheria è di almeno 100mila euro iniziali per un locale con 50/60 posti a sedere, ma i veri numeri con gli incassi li si fa con locali cha abbiano almeno 150/200 posti a sedere, altre all’asporto se lo mettiamo tra i servizi possibili o la consegne a domicilio.

In questo caso gli investimenti vanno dai 250 ai 300mila euro. Di fronte a questi numeri, ci tremano i polsi se ci avventuriamo senza veri obiettivi, precisi e ben definiti. Le lezioni di business coaching, che integrano il percorso di formazione in e Learning del corso di Food and Beverage Manager mettono il discente nelle condizioni di farsi una serie di domande chiave prima di avviare un’attività nella ristorazione, e poi di auto generare delle risposte adeguate ai quesiti che emergeranno.

Una delle domande più importanti che lo studente deve porsi è: cosa crea valore nella mia attività? Se la propria attenzione non è ben focalizzata su questo FOCUS tutte le azioni che intraprenderemo saranno fuorvianti rispetto all’obiettivo prefissato, ovvero, CREARE VALORE ECONOMICO.

Non avere l’obiettivo ben formato, è uno degli errori più ricorrente che in molti, forse in tanti fanno, perdono di vista il loro scopo e finiscono per concentrarsi su cose di poco conto … le domande che invece bisogna farsi sono diverse:

  • Quale sarà lo scontrino medio per cliente?
  • Come ho impostato il mio menù?
  • Ha fatto un’analisi secondo i principi del menù engeeniring?
  • Sono in grado di fare un’analisi delle vendite per periodo?
  • Qual è l’incidenza dei miei costi fissi?
  • Come posso contenerli?
  • Qual è il mio food cost per prodotto?

E tante altre domande ancora …

Senza queste analisi le gestioni diventano emozionali. Si agisce sull’onda delle sensazioni e dell’ emozioni, da cui derivano una serie di affermazioni che spesso si sentono dai gestori di queste attività: <<Il locale è sempre pieno>>, <<non mi posso lamentare>> , <<stiamo lavorando>>; ma senza una stima precisa dei risultati di gestione fatta con i numeri, non si è in condizione di affermare nulla.

Se il locale è pieno, ma ci stai rimettendo 2 euro a cliente significa che: sì è pieno, ma di clienti che stanno producendo la tua rovina. Peter Druker, ritenuto da molti il padre del management affermava che: “quando qualcosa può essere misurata, può essere anche gestita”.  

Nel corso in e Learning di Food and Beverage Management questi punti vengono snocciolati uno ad uno, per arrivare ad avere una sana e corretta VISIONE del business della ristorazione, che i suoi trend di crescita lo indicano come uno dei settori più promettenti su cui puntare. I 5 milioni di “Foodies” (cultori del cibo) che ogni anno visitano il nostro paese sono in aumento, oltre all’aumento dei pasti extra-domestici che sono in continua crescita e sono tornati ai livelli pre-crisi del 2008. Il numero di addetti in questo settore sono aumentati solo nell’ultimo trimestre del 11,6 %, mentre le aperture dei locali registrano un + 8,7% rispetto allo scorso anno. La ristorazione è uno dei settori più promettenti ma è anche uno dei più delicati se non si conoscono bene le dinamiche del settore e la meccanica del business della aziende della ristorazione, che hanno si, alti margini commerciali, ma sono anche appesantiti da carichi di lavoro e di costi fissi che se non li si sa prevedere, si rischia di rimanerne schiacciati.

Il marketing della ristorazione, la gestione del personale, il controllo di gestione, l’amministrazione e il controllo dell’azienda, la gestione degli acquisti, il rapporto con i fornitori, sono tutti temi che vengono affrontati nel nostro corso in e-Learning che risulta essere il più apprezzato da chiunque lo abbia acquistato. Le recensioni che leggiamo, testimoniano che i temi affrontati risultano ricchi nei contenuti e chiari nell’esposizione.

Tutte le lezioni sono accompagnate da slides esplicative e ben commentate. Si avvertirà la sensazione di essere guidati mano a mano in un excursus di temi inerenti al Food and Beverage Management, e ciò che poteva apparire complesso prima della visione del corso diverrà, con l’avanzare dei video sempre più comprensibile e chiaro. Chi ha acquistato il corso in e Learning, ci scrive ringraziandoci per come grazie alle lezioni che ha seguito è riuscito a risolvere dei problemi inerenti alla sua attività che prima gli sembravano insormontabili. La formazione è un investimento ad alto rendimento, che ha un costo iniziale ma una rendita perenne.